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Il peccato e la vergogna 1a serie – 1a puntata

Il peccato e la vergogna 1a serie – 1a puntata

Roma, età fascista. Carmen Tabacchi, proveniente da una famiglia povera e umile, a causa della grande depressione è alla ricerca disperata di un lavoro per garantire stabilità alla sua famiglia, anche se la bonifica dell’Agro Pontino le aveva già garantito degli introiti. Intanto, Nito Valdi, ragazzo con un’infanzia difficile alle spalle, è stato da piccolo abbandonato dai genitori, dopo essere vissuto prima in un orfanotrofio, e poi in un riformatorio. Purtroppo la sua vita il ragazzo inizia a lavorare per un boss romano, tra cui usuraio, chiamato “Er Bisonte”. Il suo primo incarico consiste nel recuperare un debito usuraio da un certo Tabacchi, padre di Carmen. La sera, Nito e il suo amico complice Tony, aspettano il Tabacchi sotto casa sua, e iniziano picchiarlo violentemente. Tony dice a Nito di andarsene perché sta esagerando. Carmen, sentendo le urla da dentro casa, esce fuori per soccorrere il padre, ed urlando allarma Nito e Tony, che scappano. Carmen non li riconosce, ma nota, che colui che sta picchiando suo padre indossa, su una delle mani, un tirapugni. Il signor Tabacchi viene ricoverato in ospedale, ma durante la degenza riceve la visita di Nito Valdi, il quale tenta nuovamente di ucciderlo soffocandolo, ma in quell’istante entra fortunatamente Carmen, che non si rende conto della situazione e corre dal padre per abbracciarlo, sussurrandogli all’orecchio “Ti porto dentro il cuore mio”, la stessa frase che la madre di Nito disse al figlio prima di lasciarlo all’orfanotrofio. Da quel momento Nito Valdi s’infatuerà morbosamente di Carmen, perché, in un qualche modo, rivede in lei sua madre. Intanto in casa Fontamara iniziano a sorgere dubbi e paure. La signora Fontamara pensa che a causa del fascismo la famiglia non è più al sicuro in Italia, per cui chiede al marito di partire per le Americhe. Francesco le risponde che non ce n’è bisogno, perché la loro è una famiglia rispettata e altolocata. Tuttavia Francesco ha dei dubbi su ciò che si possa celare dietro le paure della moglie e, senza dire nulla fa delle ricerche: viene così a sapere che sua moglie è ebrea, quindi lo sono anche i suoi figli Giulio, Giancarlo ed Elisa. Intanto “Er Bisonte” dà un nuovo compito a Nito, ovvero quello di rubare in casa di due anziani benestanti, il cui figlio studia e lavora per diventare maresciallo. Nito entra in casa all’inizio presentandosi come un povero ragazzo a cui si è rotta la macchina, mentre la signora nasconde una pistola nella tasca della vestaglia. Il marito della signora fa entrare Nito, il quale accompagnato da Tony inizia a minacciare i due anziani, ricordandogli del debito che hanno con “Er Bisonte”. Ma Nito perde la pazienza e inizia a picchiare l’anziano. La signora spaventata, corre in salotto, afferra il telefono, ma Nito glielo strappa dalle mani. Approfittando della distrazione dei due malviventi, ora alle prese con il marito, la signora, presa dalla paura, estrae la pistola e spara un colpo, prendendo in pieno petto Tony. Nito colmo di rabbia, la disarma e la strangola, uccidendo anche il marito. “Er Bisonte” è molto arrabbiato con Nito perché non gli aveva detto di uccidere la coppia di anziani, tuttavia gli assegna un altro compito, quello di rubare un’auto ad un maresciallo. Il piano prevede che quando il maresciallo parcheggerà sotto il bordello de “Er Bisonte” sarà intrattenuto dalla proprietaria del bordello, Bijou. Nito decide che con quella macchina vuole portare fuori Carmen. Lei, non conoscendo la natura folle di Nito, accetta. I due si fermano al lago per una nuotata, ma, quando delle semplici carezze si stanno trasformando in qualcosa di più, arriva un uomo del Bisonte a controllare l’auto. Nito se ne accorge e comincia a picchiarlo, dopo pochi secondi arriva “Er Bisonte” con altri uomini ma Nito scappa via con l’auto; Carmen riconosce il tirapugni insanguinato tra le dita di Nito e capisce la verità. La sera dopo Nito uccide “Er Bisonte” facendolo passare come un suicidio. La polizia sa che non è vero, e un maresciallo corrotto, socio di “Er Bisonte”, vuole la testa di Nito. A intercedere per lui, per evitare che venga ucciso, è Bijou, la proprietaria del bordello, che vede nel ragazzo la sua stessa pena di quando era giovane, infatti lei non aveva avuto scelta quando aveva cominciato a prostituirsi. Quindi va a casa di Nito per intimargli di partire e lasciare Roma, ma i due fanno all’amore. La mattina dopo, Bijou dice a Nito che parlerà con il commissario e convincerlo a farlo entrare in polizia, ma prima deve far sparire le prove; così Bijou nasconde la pistola con cui Nito ha ucciso i vecchi. Nito entra così a far parte delle camicie nere, potrà così lavorare per conto del maresciallo corrotto, senza che venga sospettato dalla polizia. Intanto Carmen trova lavoro presso la famiglia del dottor Gilsenti, anch’egli ebreo, con il quale lavora anche Giulio, uno dei figli dei Fontamara, innamorato di Carmen fin da quando l’ha vista in una scuola di disegno. Il dottore le dice che dovrà lavorare facendo da dama di compagnia a sua madre. La notte di capodanno del 1941 Carmen fa compagnia a questa anziana donna, ma Nito, insieme ad altri poliziotti, entrano nell’appartamento perché sanno che la signora è ebrea. Mentre gli altri agenti picchiano la signora, Nito porta con la forza in camera da letto Carmen e, dopo averla violentata, la sfregia con un coltello.

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